Il ruolo delle Missioni cattoliche di lingua italiana «si trasforma, senza venire meno: è tempo di proseguire lungo la strada già imboccata per diventare luoghi di comunione missionaria». Così il direttore generale della Fondazione Migrantes, mons. Pierpaolo Felicolo, intervenendo al corso di aggiornamento delle MCLI della Svizzera, in corso dal 20 al 23 ottobre 2025 a Bergamo, sul tema "Essere Chiesa oggi in Svizzera alla luce del nuovo fenomeno migratorio. Opportunità e sfide per una pastorale di comunione e di interculturalità". «Lo ha ricordato a più riprese papa Leone XIV: siamo una Chiesa missionaria, una Chiesa che costruisce ponti, che favorisce il dialogo, sempre pronta ad accogliere a braccia aperte tutti coloro che hanno bisogno della nostra carità, della nostra presenza».
«Impariamo sempre più a interpretare le Missioni cattoliche di lingua italiana, anche in Svizzera, come “missioni di frontiera” – prosegue mons. Felicolo –. Il rapporto tra le comunità cristiane di origine italiana e le comunità autoctone è il banco di prova di una vera pastorale interculturale, che fa anche delle Missioni cattoliche dei laboratori di interculturalità».
«Le comunità in Svizzera, di origine italiana e non, sono chiamate non solo ad accogliere, ma anche a lasciarsi evangelizzare dalla diversità, facendosi segno visibile di una comunione che non è uniformità, ma sinfonia», ha concluso mons. Felicolo.