FONDAZIONE MIGRANTES
ORGANISMO PASTORALE DELLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA

L’Accoglienza è Integrazione – Il progetto IO CI STO – In memoria del 3 ottobre 2013

(6 ottobre 2015) - Si ha coscienza di ciò che esiste solo quando questo ci viene raccontato, ma lo si interiorizza meglio se si è esposti al contatto diretto con degli avvenimenti che producono emozioni o con persone portatrici di emozioni
6 Ottobre 2015
(6 ottobre 2015) - Il 3 ottobre 2013 si è consumata, nei pressi dell’isola di Lampedusa, una delle più grandi tragedie dei nostri tempi: un naufragio in cui hanno perso la vita 368 persone.
Nella città di Caltagirone sono stati accolti dalla Caritas e dall’associazione Arci Amari i 38 minori eritrei sopravvissuti. I minori, incoraggiati dai volontari, hanno realizzato dei disegni che, successivamente, hanno dato vita alla mostra “Al di là del Mare”. Oggi la mostra è diventata simbolo di quella giornata ed è stata esposta in varie città italiane, come testimonianza tangibile di tragedie che colpiscono la società odierna, per mano di leggi che appaiono non compatibili con i valori di cui l’essere umano dovrebbe nutrirsi, a discapito di quanti scappano da guerre e persecuzioni, alla ricerca di una vita migliore. Il 3 ottobre 2014 un gruppo di minori gambiani, ospiti dell’Associazione Horizont, ha aggiunto un tassello importante a quella mostra: delle sagome di legno a misura di uomo, che rappresentano la posizione assunta dai migranti durante il loro viaggio verso l’Europa.
A distanza di due anni dall’accaduto e con il perpetuarsi delle morti di migranti nelle acque del Mar Mediterraneo, la città di Caltagirone inaugura la Terza Giornata della Memoria e dell’Accoglienza. Il tema scelto “L’accoglienza è Integrazione” vuole ribadire che l’Accoglienza è non solo un dovere civico, ma un grande atto di amore, di umanità e soprattutto un’occasione di incontro e di scambio di esperienze.
Per questo motivo, quest’anno la Giornata del 3 ottobre è stata arricchita con nuovi contenuti basati su una nuova chiave interpretativa: il passato come fonte di riflessione per migliorare il futuro e la consapevolezza che l’identità dell’altro sia un tesoro prezioso ed essenziale che necessita di essere condiviso. Il progetto IO CI STO elaborato da Miriam Pace, Lara Pedilarco, Renato Alario, Innocenzo Carbone, in collaborazione con l’associazione Arci Amari, il MACC e Pasto collettivo, ha posto le basi per interpretare il concetto di condivisione in maniera del tutto innovativa, ponendosi come obiettivo primo quello di  “creare una comunità multiculturale, valorizzando le differenze come risorse preziose per definire l’identità e costruire una nuova memoria, collettiva e personale, proiettata al futuro e radicata nei valori di fratellanza, rispetto e solidarietà. IO CI STO è un laboratorio artistico, un evento culturale, una community multimediale ed un manifesto culturale di coesione sociale”.
Il progetto ha avuto il suo sviluppo grazie all’ospitalità delle scuole del territorio, il Liceo Classico Secusio, il Liceo Scientifico Ettore Majorana e l’Ipsia Carlo Alberto Dalla Chiesa, che hanno offerto i propri spazi per l’iniziativa, che ha coinvolto gli studenti e i giovani migranti ospiti delle Comunità di Accoglienza del circondario (Associazione Horizont, Protettorato San Giuseppe, Coop. Sociale San Francesco, Coop. La vita adesso).  I laboratori di teatro-musica, di arti visive e di ceramica sono stati l’input per agevolare l’incontro e la riflessione sul tema della memoria, dell’identità e del futuro.  Un progetto che non è rimasto confinato al solo livello territoriale, ma che ha anche avuto diffusione e visibilità con la creazione di una community online sul social network facebook, in cui i partecipanti si sono divertiti a “postare” le proprie foto e i “selfie” scattati durante i laboratori. Il gruppo IO CI STO mira a proporsi come progetto guida per quanti vorranno replicare l’esperienza in altri territori, condividendo l’idea di una società multiculturale e aperta all’altro, che possa essere migliorata tramite lo scambio reciproco di esperienze ed emozioni, come base per un’educazione universale.

(Manuela Scebba - Caltagirone)