FONDAZIONE MIGRANTES
ORGANISMO PASTORALE DELLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA

Migrazioni e (dis)continuità spaziale nella morte

Migrazioni e (dis)continuità spaziale nella morte La gestione delle salme tra vecchie e nuove territorialità Silvia Omenetto Gli sbarchi, le tragedie del mare e i cadaveri di quanti cercano di raggiungere le periferie dell’Unione Europea sono fra le immagini più rappresentative dell’attuale fase migratoria. Abbiamo imparato a conoscere le enormi difficoltà quotidiane dei migranti, le […]
1 Gennaio 2020

14 Migrazioni e (dis)continuità spaziale nella morteMigrazioni e (dis)continuità spaziale nella morte
La gestione delle salme tra vecchie e nuove territorialità

Silvia Omenetto

Gli sbarchi, le tragedie del mare e i cadaveri di quanti cercano di raggiungere le periferie dell’Unione Europea sono fra le immagini più rappresentative dell’attuale fase migratoria. Abbiamo imparato a conoscere le enormi difficoltà quotidiane dei migranti, le torture e le privazioni fisiche a cui sono sottoposti per giungere in Europa dal continente africano o dall’Asia, ma è rimasto pressoché sconosciuto il destino dei corpi di quanti hanno perso la vita nella traversata. In questa crisi umanitaria l’Italia si è trovata a far fronte all’accoglienza dei sopravvissuti e alla realizzazione di una complessa procedura di riconoscimento delle salme di chi non ce l’ha fatta che include il recupero, il trasferimento del cadavere, l’autopsia, la conservazione, il rimpatrio o la sepoltura. A dispetto della rappresentazione dominante, la morte che sopraggiunge nel percorso migratorio riguarda anche la popolazione straniera residente sul territorio nazionale. Secondo i più recenti dati Istat, al 31 dicembre 2018 i cittadini stranieri cancellati per morte dall’anagrafe comunale sono stati 7.690. Una cifra non elevata se presa singolarmente, ma che denota l’emergere di un nuovo e inesplorato campo d’indagine se considerato alla luce di una popolazione con background migratorio sempre più strutturata nella società italiana, con elevati processi di stabilizzazione e radicamento territoriale attestati sia dalle acquisizioni di cittadinanza sia dal crescente impatto delle seconde generazioni. Una presenza stabile che veicola e arricchisce la storica pluralità culturale e religiosa nazionale con inevitabili ricadute anche per quanto concerne il fine vita. Attraverso l’analisi delle statistiche e delle stime a disposizione, la collaborazione delle istituzioni nazionali e locali, il sostegno delle organizzazioni religiose e la ricerca sul campo, questo volume intende costituire una prima ricognizione degli spazi cimiteriali italiani che hanno accolto le salme delle vittime del Mar Mediterraneo e che hanno realizzato “reparti speciali” per l’inumazione di cittadini di fede non cattolica.

Editore: Tau
Codice EAN: 978-88-6244-935-9
Anno di pubblicazione: 2020
Pagine: 242
Collana: Quaderni Migrantes 14